Per reagire alle ondate di calore, per una organizzazione di classe adeguata ai tempi del cambiamento climatico.


Abbiamo dato vita a uno sportello perché sentivamo l’esigenza di adeguare le nostre forme di intervento al sempre più alto livello di rischio stress termico cui sono sottoposti le lavoratrici e i lavoratori impegnati in molte attività.
Ce ne ha dato il pretesto il forte aumento della temperatura da macroclima registrato negli ultimi giorni di primavera. Un fenomeno sempre più frequente e acuto in questi ultimi anni che la destra negazionista, con involontario umorismo, continua a chiamare ogni volta “ondata di caldo anomalo”.
In realtà è la conseguenza del livello di sfruttamento della natura umana e della natura in generale raggiunto dal capitalismo in questo tempo storico.
Il cambiamento climatico globale sta alterando il microclima in molte attività lavorative e in molti luoghi di lavoro cosicché sta aumentando il rischio di stress termico e, nello stesso tempo, aumentano le lavoratrici e i lavoratori esposti a rischio.
Perciò abbiamo deciso di attivare questo numero dedicato sperimentalmente. Contemporaneamente il presidente della giunta regionale del Lazio emetteva l’ordinanza per la protezione dal calore e dalla radiazione solare dei lavoratori che svolgono attività continuative e faticose sotto il sole.
In coerenza con le linee di indirizzo della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome 18 regioni (escluse Val d’Aosta e province autonome di Trento e Bolzano), prima dell’estate, hanno emesso ordinanze analoghe che stabiliscono il divieto di lavoro nella fascia oraria 12:30-16:00 per le attività considerate più a rischio nelle aree indicate dalle mappe aggiornate alle 12:00 di ogni giorno sul sito Worklimate [https://www.worklimate.it/] elaborato dal CNR, con l’apporto di altri partner, per conto dell’INAIL.
La Regione Lazio è tra le regioni che hanno stabilito il campo d’applicazione del divieto più ampio includendo: attività agricole e florivivaistiche, cantieri edili e affini, cave, logistica di piazzale e riders.
Poche regioni hanno individuato un campo d’applicazione più ampio: la Sardegna (l’impiantistica), la Basilicata (la manutenzione stradale), le Marche (le attività portuali), la Puglia (ulteriori eventuali).
Alcune invece non hanno considerato le cave, la logistica e i rider (Sardegna, Calabria, Abruzzo, Molise) o soltanto i rider (Campania, Toscana). Le date di inizio e fine dell’efficacia delle disposizioni variano da regione a regione.
Con il numero telefonico dedicato (il 3509820056) ci mettiamo a disposizione per: a) monitorare la piena e corretta attuazione dell’ordinanza; b) suggerire alle lavoratrici e ai lavoratori di rivolgersi ai sindacati di fiducia per avere tutele collettive (zone d’ombra, acqua fresca, eventuali modifiche d’orario e cassa integrazione o, comunque, pausa retribuita) o per avere tutele individuali (indennizzi, risarcimenti); c) intervenire autonomamente a livello istituzionale affinché l’ordinanza sia rispettata scrupolosamente dai datori di lavoro anche in base all’articolo 650 del codice penale, richiamato nel testo, che prevede l’arresto fino a 3 mesi o una ammenda pecuniaria in caso di inadempienza.


Abbiamo rilevato che la copertura degli ammortizzatori sociali è assai limitata. In molti casi non è contemplata la causale specifica e il ricorso non è neutralizzato ai fini del computo. In molti altri non sono affatto previsti né ammortizzatori né ristori sostitutivi, come nel caso dei riders che purtroppo ancora lavorano in larga parte con partita Iva. Abbiamo rilevato altresì che le attività che espongono le lavoratrici e i lavoratori a rischio stress termico sono molte di più di quelle incluse nel campo d’applicazione dell’ordinanza. Sebbene alcune di esse non hanno il requisito dell’“attività fisica intensa”, a nostro avviso dovrebbero essere considerate comunque perché impossibilitate a fruire di zone d’ombra, a utilizzare DPI o persino perché costrette a indossare costumi di scena in contrasto con le temperature di stagione.
Abbiamo inviato al presidente Rocca una lettera aperta del Dipartimento Economia e Lavoro di Sinistra Italiana Roma Area Metropolitana per chiedere di includere le attività legate alla cultura e all’intrattenimento: troupe per film, fiction, pubblicità e ENG; attici, attori e figurazioni; facchini e riggers per montaggio e smontaggio palchi; guide turistiche e animatori, hostess, steward e mascotte impegnati negli eventi [ Sinistra Italiana Roma e Area Metropolitana_260716_005303 (2) (1).pdf ].
Senza pretesa di essere esaustivi, soltanto per esempio, basti pensare alle attività portuali e aeroportuali, alle manutenzioni ferroviarie, tranviarie e stradali, all’impiantistica, agli operatori ecologici, ai balneari, ai banchisti di mercati e fiere, agli addetti alla vigilanza. Inoltre le attività escluse in quanto servizi pubblici essenziali andrebbero specificate, descritte per mansioni e ri-perimetrate di conseguenza per allargare le tutele.
Oltre a restare fuori dalle ordinanze regionali queste attività sono escluse anche dalla possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali per l’integrazione salariale delle pause con le causali “eventi meteo” (o “ordine di pubblica autorità”) che restano riservate a Agricoltura, Edilizia (compresi i cantieri PNRR), escavazione, lavorazione lapidea e, in parte, la logistica e i trasporti.
Auspichiamo che il presidente Rocca raccolga la nostra richiesta e quelle avanzate dai sindacati e dalle associazioni per ampliare il campo d’applicazione.
E’ appena il caso di precisare che, nelle situazioni di disagio e di rischio biologico che non siano soggette al divieto imposto dall’ordinanza, valgono comunque le norme stabilite dal TUSL 81/08 e dall’articolo 2087 del codice civile sull’obbligo in capo al datore di lavoro della tutela delle condizioni di lavoro, anche se non è applicabile l’articolo 650 del codice penale.
Sul rischio da microclima molto rimane da fare a partire dai Documenti di Valutazione dei Rischi, passando per l’Informazione e la Formazione dei Lavoratori, i Dispositivi di Protezione Individuale fino ad arrivare alla reingegnerizzazione dei tempi e dei modi dell‘Organizzazione del Lavoro nelle imprese e alla prevenzione e al controllo ispettivo nel territorio. Se vuoi avere una guida breve e semplice nella tua cassetta degli attrezzi accedi alle nostre Faq con questo link => https://circololavorosi.altervista.org/rischio-stress-termico-cosa-sapere-come-fare/
Se vuoi tutelare la tua salute dal caldo eccessivo durante il lavoro e non sai come fare scrivici o chiamaci al 3509820056. Se ci vuoi conoscere meglio o chiedere ulteriori informazioni scrivici a circololavorosi@gmail.com


