
di Giulia Meini, Dipartimento Lavoro Sinistra Italiana Area Metropolitana Roma
Dalla parte dei giornalisti brutalmente licenziati da Citynews, principale gruppo editoriale digitale in Italia che conta 600 addetti e 57 testate locali tra le quali RomaToday, una voce divenuta importante per il territorio.
L’azienda in seguito ad accertamento e sanzione da parte dell’INPS ha repentinamente interrotto i rapporti di collaborazione con 16 giornalisti freelance e licenziato cinque giornalisti a tempo indeterminato in diverse redazioni italiane (2 a PalermoToday, 1 a PadovaOggi, 1 a MonzaToday, 1 a Today). Nessun lavoratore ha ricevuto proposte di ricollocamento in altre redazioni o settori prima della cessazione del rapporto, in barba all’obbligo di repêchage.
Le modalità adottate sono scioccanti: i giornalisti sono stati informati del licenziamento immediato e senza preavviso tramite PEC durante il turno di lavoro; sono stati improvvisamente privati di tutti gli account aziendali, compreso l’indirizzo email. L’accesso al gestionale della testata è stato bloccato, le email disattivate e i profili professionali rimossi dai siti web nell’arco di pochi minuti dalla ricezione della PEC.
Ai giornalisti licenziati non è stato consentito di accedere alle email per recuperare contatti professionali (fonti giornalistiche) o materiale coperto da segreto professionale. L’azienda ha inoltre bypassato la procedura di consultazione obbligatoria con il Comitato di Redazione (CdR https://www.romatoday.it/attualita/proclamazione-astensione-lavoro-lavoratori-quotidiani-gruppo-editoriale-citynews.html ), violando il contratto nazionale di categoria e venendo meno alle rassicurazioni fornite sul mantenimento dei posti di lavoro.
E’ inconcepibile che in un settore in espansione come quello dell’informazione multimediale e crossmediale, che ormai ha largamente soppiantato la carta stampata e in buona parte anche la televisione, il modello ispiratore delle imprese native digitali sia quello dei salari da fame e del precariato più estremo.
Ne è prova proprio il Contratto di lavoro applicato ai lavoratori di Citynews, il CCNL “Comunicazione e Informazione Periodica Locale e on line Nazionale No Profit” voluto dall’USPI in rottura con le altre associazioni rappresentative datoriali e dei lavoratori, ben presto applicato anche da testate online nazionali con milioni di euro all’anno di fatturato allo scopo di fare dumping e di abbattere i minimi retributivi in misura compresa tra il 30 e il 50%.
Questa politica scellerata ha aperto la strada a una deriva del settore che la segretaria generale del FNSI Alessandra Costante recentemente ha definito pubblicamente come caratterizzato ormai da “pletore di collaboratori coordinati e continuativi e partite iva che guadagnano meno di 10 euro lordi al pezzo”, senza considerare il lavoro nero.
Nel caso specifico è del tutto evidente che a una contrazione temporanea dei ricavi pubblicitari non vi poteva essere altra risposta che quella di far pagare i lavoratori.
Esprimiamo solidarietà ai giornalisti oggetto di questo vile licenziamento e al CdR in stato di agitazione.
Condanniamo la procedura di licenziamento via PEC, priva di preavviso, che lede la dignità umana e professionale dei lavoratori coinvolti.
Interrompere rapporti di lavoro via PEC, mentre le persone sono in servizio, cancellando in pochi minuti accessi e profili è in ogni caso inaccettabile!
Chiediamo
Siano riconosciute tutele adeguate per i giornalisti, sempre più spesso costretti a lavorare per pochi euro a pezzo, senza orari certi, senza contributi e sprovvisti di diritti: aumentare le tutele per i giornalisti non è solo un diritto dei lavoratori, ma un investimento sulla credibilità e sulla libertà dell’informazione.
Non vi è informazione libera e oggettiva se i lavoratori nelle redazioni sono ricattabili e sottopagati.
(Si ringrazia Primaonline per la tabella comscore top 100 testate on line)
